I Cani Possono Mangiare La Liquirizia?

By Simona Nicoletti

⚠️ In sintesi (30 secondi)

Meglio evitare la liquirizia per il cane, ma non è un’emergenza acuta come uva o cioccolato: il rischio è legato alla glicirrizina, che in dosi elevate e ripetute può causare pressione alta e bassi livelli di potassio.

Il rischio reale spesso non è la liquirizia in sé, ma cosa la accompagna: zucchero in eccesso, e soprattutto lo xilitolo in alcune versioni “senza zucchero” — quello sì acutamente pericoloso, indipendentemente dalla liquirizia.

Un pezzetto occasionale di liquirizia pura, senza xilitolo, raramente causa un’emergenza in un cane sano di taglia media-grande — ma non è comunque una buona abitudine.

Se il tuo cane ha afferrato un pezzo di liquirizia dal tavolo, probabilmente non è un’emergenza. Ma la domanda “i cani possono mangiare la liquirizia” nasconde più sfumature di quanto sembri: il vero rischio dipende da quanta glicirrizina contiene, da cosa c’è nel prodotto oltre alla liquirizia, e da quanto spesso il tuo cane vi è esposto. Vediamo con dati aggiornati.

Cane che annusa dolci e caramelle su un tavolo
Foto: Ron Lach / Pexels

Perché la liquirizia va comunque evitata

La radice di liquirizia contiene glicirrizina, una sostanza che può interferire con il metabolismo del cortisolo. In eccesso, questo meccanismo può portare a un quadro simile a un eccesso di ormoni mineralcorticoidi: ritenzione di sodio, perdita di potassio (ipokaliemia), pressione alta ed edema (gonfiore). Nei casi cronici, il carico su cuore e reni non è trascurabile.

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Cosa dice la ricerca più recente (e perché non cambia il consiglio pratico)

Un dato che raramente si trova in altre guide: uno studio controllato del 2024 (finanziato da Royal Canin) ha somministrato a dei cani dosi di glicirrizina di 0,2, 0,4 e 0,6 mg/kg al giorno per 28 giorni, superiori alle linee guida internazionali per l’uso terapeutico — e non ha rilevato variazioni della pressione sanguigna né dell’escrezione di elettroliti a nessuna delle dosi testate.

Perché questo non significa “la liquirizia è sicura”: lo studio ha usato dosi controllate e note di glicirrizina purificata in condizioni sperimentali. Una caramella di liquirizia comprata al supermercato ha una concentrazione di glicirrizina non dichiarata e variabile, spesso accompagnata da zucchero in eccesso e — nelle versioni “senza zucchero” — da dolcificanti come lo xilitolo. Il dato scientifico riduce l’allarmismo sul meccanismo “glicirrizina = veleno immediato”, ma non rende la caramella del supermercato un alimento raccomandabile per il cane.

Il pericolo che conta davvero: lo xilitolo

Molte liquirizie “senza zucchero” o alcune caramelle gommose alla liquirizia contengono xilitolo, un dolcificante che nei cani può causare un rapido rilascio di insulina, ipoglicemia severa e, a dosi più alte, danno epatico acuto. Questo è un rischio completamente separato dalla glicirrizina, molto più acuto e pericoloso, e il vero motivo per cui bisogna sempre controllare l’etichetta prima di scartare un pezzo di liquirizia caduto a terra.

🚨 Se il prodotto contiene xilitolo: emergenza veterinaria immediata

Sintomi di ipoglicemia da xilitolo: debolezza improvvisa, tremori, vomito, perdita di coordinazione, nei casi gravi collasso. Se sospetti che il tuo cane abbia ingerito un prodotto con xilitolo, non aspettare i sintomi: contatta subito il veterinario.

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Sintomi da eccesso di glicirrizina (esposizione ripetuta)

  • Debolezza muscolare, letargia
  • Aumento della sete e della minzione
  • Nei casi più marcati: pressione alta, aritmie, gonfiore (edema)

Questi segnali si sviluppano tipicamente con esposizione ripetuta nel tempo, non dopo un singolo pezzetto occasionale. Se il tuo cane ha accesso regolare a liquirizia (ad esempio la trova spesso in giardino o la ruba di frequente), vale la pena parlarne col veterinario.

Cosa fare in pratica

  1. Controlla l’etichetta: se il prodotto contiene xilitolo, è un’emergenza a prescindere dalla quantità di liquirizia — vai dal veterinario.
  2. Se non contiene xilitolo: un pezzetto occasionale in un cane sano adulto raramente causa problemi acuti, ma non renderlo un’abitudine.
  3. Tieni la liquirizia (e le caramelle in genere) fuori portata, specialmente se hai cani piccoli o con problemi cardiaci/renali preesistenti, per cui anche dosi moderate di glicirrizina sono più rischiose.

Domande frequenti

I cani possono mangiare la liquirizia?

Meglio evitarla. Contiene glicirrizina, che in dosi elevate e ripetute può causare pressione alta e bassi livelli di potassio. Un pezzetto occasionale di liquirizia pura senza xilitolo raramente è un’emergenza, ma non è comunque un alimento consigliato per il cane.

La liquirizia è tossica per i cani come il cioccolato?

No, non allo stesso modo. Il cioccolato contiene teobromina, tossica anche in dosi singole relativamente basse. La glicirrizina della liquirizia agisce soprattutto con esposizione ripetuta nel tempo. Il rischio acuto più serio legato alla liquirizia è in realtà lo xilitolo, se presente nel prodotto.

Come faccio a sapere se la liquirizia che ha mangiato il mio cane contiene xilitolo?

Controlla la lista ingredienti della confezione: lo xilitolo è spesso usato nelle versioni “senza zucchero” o “sugar-free”. Se non hai la confezione o hai dubbi, considera la situazione come potenzialmente a rischio e contatta il veterinario.

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Quanta liquirizia è pericolosa per un cane?

Non esiste una soglia sicura universale valida per ogni cane: dipende da peso, sensibilità individuale e concentrazione di glicirrizina del prodotto, che sulle etichette non è quasi mai dichiarata. Per questo la raccomandazione pratica è evitarla, non dosarla.

Fonti e note

  • Studio controllato su cani, dosi di glicirrizina 0,2-0,6 mg/kg/giorno per 28 giorni, nessun effetto mineralcorticoide rilevato (ricerca 2024, PubMed).
  • Letteratura veterinaria generale su glicirrizina e squilibri elettrolitici/pressori nei mammiferi.
  • Letteratura consolidata su tossicità da xilitolo nei cani (ipoglicemia, danno epatico).
  • Contenuto informativo, non sostituisce una valutazione veterinaria diretta.
Aggiornato luglio 2026 — integrata la ricerca più recente disponibile pubblicamente. In caso di ingestione e sintomi, il consiglio di un veterinario reale prevale sempre su qualunque guida online.
Simona Nicoletti