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GATTI IN CONDOMINIO: ANCORA TROPPE DISCRIMINAZIONI (e litigi)

Roma (15 febbraio 2010) Sono ancora troppe le discriminazioni per le presenze in condominio dei gatti, siano essi di proprietà che in colonie feline, e questo nonostante la legge 281 del 1991 sancisca in maniera chiara il diritto delle colonie feline a vivere liberamente sul territorio e che le stesse non possono essere spostate se non per motivi di igiene pubblica. Per quanto riguarda invece i gatti di proprietà l'intolleranza alla loro presenza nei condomini spesso è legata sia al fatto che passeggiano liberamente sia perché molto spesso per motivi di ignoranza molti sono ancora oggi convinti che i gatti siano portatori di malattie contagiose per gli uomini.

Ma la vera discriminante è dettata dal fatto che almeno 700.000 regolamenti di condominio italiani sono dotati di regolamenti condominiali che discriminano o addirittura vietano la presenza di animali nei medesimi condomini violando quelle che sono le disposizioni previste sia dalle leggi nazionali che regionali di tutela degli animali che regolamentano diritti e doveri relativi alla presenza dei gatti (e dei relativi proprietari) nei condomini italiani. Un dato assolutamente significativo di queste contraddizioni è dato dal numero di richieste di consulenze arrivate nel corso del 2009 al tribunale degli animali di AIDAA ed agli sportelli online della stessa associazione, sono stati infatti circa 7.000 le richieste complessive di intervento e consulenza degli avvocati e degli esperti dell'associazione animalista AIDAA (Su u totale di 37.000 consulenze richieste nel corso del 2009) relative ai gatti.

Nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di richieste relative alla presenza di colonie feline nei singoli condomini o spazi condominiali, ma non sono mancate richieste (e rimostranze) relative ai problemi legati alla presenza di gatti di proprietà circolanti in condominio o in giardini privati di ville adiacenti, in particolare in questi ultimi casi le richieste hanno riguardato problemi di passaggio e di igiene pubblica, cosi come per i cani molto spesso in realtà le questioni relative alla presenza dei gatti nascondevano antichi rancori tra le persone e i vicini.

“Anche lo scorso anno sono aumentate le richieste di consulenze e conciliazioni al tribunale degli animali di Aidaa cresciute di un 40% rispetto al 2008 segno questo non tanto di un malessere ma di una miglior coscienza dei propri diritti da parte delle gattare- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- e da parte dei proprietari dei gatti, ovviamente ci sono ancora molti passi da fare, secondo noi i primi da attuare sono l'obbligo del chip anche per i gatti come già avviene per i cani e allo stesso tempo la modifica dei regolamenti di condominio che devono essere normati secondo quelle che sono le leggi e i regolamenti di tutela degli animali. Ma se molta strada rimane da fare- continua Croce- il 2009 si è chiuso con una importante sentenza del tribunale civile di Milano che si è pronunciato a favore di un gattaro e del diritto di tenere la colonia felina nel condominio, sentenza che è andata oltre e che addirittura permette di sistemare sul suolo pubblico condominiale le casette rifugio per i mici. Di questa sentenza andiamo orgogliosi- conclude Croce- in quanto noi come AIDAA siamo stati considerati come associazione promotrice del diritto di territorialità dei mici essendoci costituiti insieme al nostro amico gattaro”.

Per info 392 6552051 – 347 8883546

 

 

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  AIDAA - Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente